<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Festival del Viaggio 2011 - Firenze &#187; I Viaggiatori</title>
	<atom:link href="http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?cat=14&#038;feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011</link>
	<description>Il Viaggio come Scuola di Vita</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 May 2012 22:03:03 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sergio Staino</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=1396</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=1396#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 14:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=1396</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Fine agosto del &#8216;44, avevo 4 anni. Siamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio<br />
</strong>Fine agosto del &#8216;44, avevo 4 anni. Siamo partiti dal paese dove sono nato, Piancastagnaio, sull&#8217;Amiata, per tornare a Firenze liberata da pochissimi giorni. Facemmo il viaggio su un camioncino carico di masserizie e passando sul Ponte della Vittoria, che era allora un ponte Bailey gettato dagli anglo-americani, vidi per la prima volta il fiume Arno e urlai &#8220;Guarda mamma, il mare!&#8221;</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente<br />
</strong>Sicuramente i tanti viaggi che ho fatto in Albania alla ricerca del Socialismo realizzato. Il primo nel &#8216;69 fu il più avvincente, poi con il tempo peggiorarono sempre più fino a trasformarsi in un incubo.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti<br />
</strong>Lima, Perù. Non tanto per i meriti della città quanto perché è il luogo da cui proviene la mia compagna, Bruna. E&#8217; anche una città dove si mangia benissimo, sicuramente la peruviana è una delle cucine migliori del mondo. Nonostante ci sia stato decine di volte, ancora oggi mi prendono momenti di forte nostalgia.</p>
<p><strong>Il libro preferito<br />
</strong>I libri sono come le canzoni, sono &#8220;preferiti&#8221; per una stagione limitata della nostra vita. Scelgo quindi il primo amore, quello che non si scorda mai, &#8220;Pinocchio&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=1396</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Francesco Pinto</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=960</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=960#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 14:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=960</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
I primi viaggi sono quelli della &#8220;villeggiatura&#8221; quando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio</strong></p>
<p>I primi viaggi sono quelli della &#8220;villeggiatura&#8221; quando si partiva per un piccolo paese, di solito quello natìo di uno dei genitori, per quelle estati infinite che hanno segnato intere generazioni. Il mio era (è) Villammare, una piccola marina in fondo al Cilento.<br />
Da Sorrento, dove vivevamo, a lì erano poco meno di 300 km, ma questo non significava che non fosse un viaggio lungo, avventuroso e senza autostrada con una macchina carica fino all&#8217;inverosimile e con una madre che tentava di distrarre me e mio fratello dal mal d&#8217;auto con storie e giochi. Non ci riusciva mai e noi iniziavamo a rimettere anche l&#8217;anima non appena la statale 18 iniziava a inerpicarsi sulla montagne!</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong></p>
<p>Con una Gilera 125 fino a Sapri ad 18 anni appena compiuti: era il viaggio dell&#8217;indipendenza (e non avevo ancora letto <em>Lo zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta</em> di Robert Pirsig) e di una estate traditrice che invece di donarmi sole e vento caldo sulla faccia mi offrì otto ore di pioggia per la quale non ero culturalmente preparato e soprattutto equipaggiato.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong></p>
<p>Sono quelle che non hai ancora visto e che forse non visiterai mai</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong></p>
<p>A questa domanda non riesco a rispondere. Posso solo citare qualche autore della mia vita di lettore &#8220;disordinato&#8221;: Stevenson, Simenon, King, Fenoglio, Calvino, Sciascia, Benioff, De Lillo, Capote ecc ecc ecc</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=960</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ignazio Marino</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=794</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=794#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=794</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Da ragazzino, mio padre, che era un ingegnere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Times} --><strong>Il primo viaggio</strong></p>
<p>Da ragazzino, mio padre, che era un ingegnere navale, mi portava in Africa, su queste navi che ovviamente non erano come quelle moderne. Tali viaggi erano scanditi da ritmi umani e naturali, pranzo, cena, alba, tramonto e sono queste le immagini che ho ancora negli occhi.</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong></p>
<p>Per me il viaggio non è il semplice spostamento, ma vuol dire allontanarsi dalla routine quotidiana, dai telefoni, dal tran tran, come mi succede ad esempio nei viaggi intercontinentali.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong></p>
<p>Per lavoro ho sempre viaggiato moltissimo, ho fatto qualcosa come venti traslochi. Sono genovese, ho fatto le scuole a Genova e poi mi sono spostato a Roma per l’università. Da lì, ho vissuto quindici anni a Pittsburgh, città orrenda, piena di acciaierie e quindi d’inquinamento, ma era il centro mondiale per la ricerca medica e per i trapianti. Poi cinque anni a Philadelphia, tre a Palermo – dove ho fatto i primi cento trapianti -, insomma non sono mai riuscito a sentirmi parte di una città. Tuttavia, la città che probabilmente sento più mia è Philadelphia.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong></p>
<p>Adoro le biografie, perciò rispondo senza alcun dubbio <em>Annibale </em>(che tra l’altro ha come sottotitolo <em>Un viaggio</em>, ndr), un testo sul grande condottiero africano. E ciò che più mi affascina di questo personaggio,vittorioso in molte battaglie, è sicuramente la sua capacità di studiare i comportamenti del nemico, oltre che la strategia bellica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=794</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gianni Mattioli</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=792</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=792#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=792</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Ora non lo ricordo, ma mi piace ricordare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Times} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 11.0px Times; min-height: 13.0px} --><strong>Il primo viaggio</strong></p>
<p>Ora non lo ricordo, ma mi piace ricordare l’ultimo fino ad ora. È<strong> </strong>questo – da Roma a Firenze, direi – perché questa vicenda di convincere i miei concittadini è importante, bisogna riappropriarsi di uno strumento di democrazia diretta come il referendum. È un unico viaggio, continuo, da tre mesi a questa parte, in cui l’esperienza del rapporto con l’Italia che si sta trasformando in una democrazia tecnologica e con una popolazione che – lasciata la scuola – ha orrore delle quattro operazioni base, mi riserva sempre delle sorprese, divertenti o meno.</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong></p>
<p>Nel 1973 partecipai con un collega ad un congresso di fisica a Dublino e poi pensammo di girare lungo la costa nord dell’Irlanda e poi riscendere giù e tornare in Inghilterra. Fu avvincente, non solo perché quelle coste sono bellissime, ma anche perche giravamo per un paese occupato dagli Inglesi; era l’Irlanda per cui il solo sapere che noi eravamo italiani ci faceva ricollegare al Papa e la famiglia ci cedeva il proprio letto. C’era questo straordinario connubio di una fede molto politicizzata e di questa gente che lottava per la propria indipendenza. Nel frattempo, mi arrivò un telegramma di una “cara fanciulla” che mi diceva di aspettare un bambino e allora decidemmo che era il caso che ci mettessimo seriamente a vivere insieme. E da allora il ragazzino è cresciuto a dismisura e io sono sempre più innamorato di mia moglie.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong></p>
<p>È<strong> </strong>dura ma se devo proprio scegliere dico che &#8211; pur essendo nato a Genova &#8211; ne sono scappato sotto le bombe, preso da mia madre che pensò bene di portarci da sua madre a Perugia. Mio padre era in una sorta di confino in Sardegna. Se devo dire di dove sono, non mi verrebbe da dire genovese, ma direi perugino. È la città che continuo ad amare, una città stupenda, un vero gioiello, in cui ho passato ore nelle sue splendide gallerie d’arte a copiare i quadri. A Perugia mi sento davvero a casa mia, e “so parlà pure perugino”!</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong></p>
<p>L’ultimo libro che ho letto mi è piaciuto molto. Non posso dire che sia il mio preferito, ma ora sono sotto l’influenza dell’ultimo libro letto, che è <em>Il male oscuro</em> di Berto, l’ho letto con molto ritardo, ma è straordinario come Berto sia riuscito a metter insieme gli aspetti di una scienza, la psicanalisi, con una vicenda umana tragica e avvincente. Mi ha fatto capire un po’ di più dello spessore delle vicende psicologiche che tutti noi attraversiamo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=792</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Franco Cardini</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=572</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=572#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=572</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Se dovessi parlare del mio primissimo viaggio di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio</strong><br />
Se dovessi parlare del mio primissimo viaggio di una qualche importanza, dovrei ricordarne due brevi che mi fecero grandissima impressione, nell&#8217;immediato dopoguerra. Dovevo avere sette o otto anni, ed ero con i miei genitori in entrambi i casi: a Roma per vedere il papa (Pio XII) e a Venezia per una breve vacanza al Lido, in spiaggia. Ma il mio vero viaggio è una gita scolastica di circa una settimana, nella primavera del 1952, in Austria: Innsbruck, Salisburgo, Vienna. I treni ancora a carbone, il paesaggio innevato. Le alte Alpi e il mal di montagna. Alcuni castelli medievali. Innsbruck e la piazzetta &#8220;del tetto d&#8217;oro&#8221;, e l&#8217;Hotel &#8220;L&#8217;Aquila Nera&#8221;. Salisburgo, le memorie di Mozart. Vienna, Santo Stefano, il Prater,<br />
la cripta dei cappuccini. C&#8217;era ancora l&#8217;occupazione sovietica, ricordo benissimo gli uomini dell&#8217;Armata Rossa, le uniformi color tabacco, i loro stivali nelle stazioni di notte. Un&#8217;impressione straordinaria. L&#8217;Austria è ancora uno dei paesi che più amo al mondo.</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong><br />
1995, viaggio attraverso l&#8217;Asia centrale. Un piccolo gruppo di fans del viaggio disagiato, una decina di persone in tutto, età fra i 16 e i 75 anni. Le steppe centroasiatiche, l&#8217;Uzbekistan, Buchara, Samarcanda, il sepolcro di Tamerlano. A Samarcanda una giovane guida, una ragazza tartara, in assoluto una delle più belle donne che abbia mai visto in vita mia. Credo di aver pensato che, se ce ne fosse stata l&#8217;occasione, lei sarebbe stata il grande amore della mia vita. Ho cercato di ricreare quell&#8217;atmosfera e di utilizzare quei ricordi in un mio romanzo edito da Mondadori, Il Signore della Paura, che racconta appunto un viaggio, una visita a Tamerlano e una storia d&#8217;amore.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong><br />
E&#8217; difficile. Io sono un nomade, e si dice che i nomadi non si affezionano mai a nulla. Per me è vero il contrario: io mi affeziono sempre a tutti i luoghi che visito e che mi piacciono, ne porto sempre dentro il desiderio e la nostalgia infinite. Sono a Venezia e sogno Madrid, a Madrid e sogno San Francisco, a San Francisco e sogno Hong Kong;e poi c&#8217;è sempre la mia Toscana, la mia Firenze. Però, se chiudo gli occhi e pronunzio i primi due luoghi che mi vengono in mente, insieme, a pari intensità di memoria e di desiderio (ma con qualità di memoria e di desiderio diverse), allora ecco: Parigi, Gerusalemme.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong><br />
Anche qui è difficile. Dovrei fare una lista forse nemmeno tanto breve. Sono un lettore appassionato, lo sono da quando ero bambino. Forse, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, ma anche una brevissima novella di Tomasi di lampedusa, Lighea.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=572</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fabio Picchi</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=7</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=7#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=7</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Il primo viaggio di cui ho memoria è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.festivaldelviaggio.it/2010/wp-content/uploads/2010/05/fabio-picchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-284" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="fabio-picchi" src="http://www.festivaldelviaggio.it/2010/wp-content/uploads/2010/05/fabio-picchi-e1274872418238.jpg" alt="" width="350" height="350" /></a>Il primo viaggio</strong><br />
Il primo viaggio di cui ho memoria è su una 500 giardinetta bianca. Con la mia famiglia, mio padre, mia mamma e mia sorella partivamo per l&#8217;<em>Isola d&#8217;Elba</em>. Io salivo in macchina, appoggiavo la testa sulle cosce di mia sorella di cinque anni, mi addormentavo dopo pochi minuti accudito dalle sue carezze e perdendomi nelle parole altrui. Mi addormentavo a Firenze e mi svegliavo a Piombino. Quasi come se fosse un meccanismo ipnotico, un salto spazio-tempo. Era anche un viaggio divertente, c&#8217;era anche il cane insieme a noi.<br />
In quel periodo vivevo sei mesi a Firenze e cinque all&#8217;Isola d&#8217;Elba. E&#8217; un posto che amo.<br />
A quei tempi alle macchine che arrivavano a Piombino per imbarcarsi per Portoferraio e Porto Azzurro veniva calato un argano e la macchina veniva fatta salire sul ponte delle nave.<br />
Noi andavamo a Scaglieri nel Golfo della Biodola. Eravamo io, la mia famiglia, un asino e un pollaio. Sembrava quasi il centro della foresta amazzonica. Mio padre e mia madre ci amavano molto. Eravamo pervasi da una gioia infinita senza precedenti. Una sensazione di felicità pura talmente coinvolgente che le altre persone ci invidiavano.<br />
<strong><br />
Il viaggio più avvincente</strong><br />
I Viaggi di lavoro in <em>Giappone</em>.<br />
A quel tempo ci mettevo dalle 25 alle 28 ore, adesso siamo passati a 10 ore. Ogni volta che sono andato là ho avuto la sensazione di andare dall&#8217;altra parte del mondo.<br />
A Kyoto ero uno dei pochissimi occidentali, non se ne vedevano di persone bionde come ero ancora io a quell&#8217;epoca.<br />
Il Giappone è un paese che, pur sembrando completamente diverso, ha molte similitudini con l&#8217;Italia. Prendiamo per esempio le donne siciliane e quelle giapponesi e la loro dedizione verso l&#8217;uomo e la famiglia. Sono due popoli che hanno vissuto entrambi dei grandissimi conflitti e delle sconfitte sul piano politico molto vicine tra loro. Sono, inoltre, entrambi, popoli estremamente laboriosi.<br />
E così come sono molte le similitudini sul piano familiare e sociale, molte lo sono anche sul piano culinario. Quando lo dico mi prendono sempre in giro, ma io credo che sia veramente così. Il paese dove ho mangiato il piatto più buono di spaghetti al pomodoro è proprio il Giappone.</p>
<p><strong>La città o i luoghi preferiti</strong><br />
Il luogo che più amo è <em>Salonicco</em>. Solo il nome ha in sé tutta la sua storia, evoca una città europea e tutto il suo fermento giovanile. Il mercato sopravvissuto è qualcosa di meraviglioso. Hanno saputo mantenere nel tempo tutta la loro fantasia.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong><br />
È difficile rispondere, il libro preferito è sempre l&#8217;ultimo. Sicuramente però ci sono due libri cui non riesco proprio a rinunciare: <em>Candido</em> di Voltaire e <em>Il Barone Rampante</em> di Italo Calvino.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=7</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gianluigi Tosto</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=243</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=243#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 11:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=243</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
La prima grande esperienza di viaggio l&#8217;ho fatta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.festivaldelviaggio.it/2010/wp-content/uploads/2010/04/gianluigi_tosto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-250" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="Gianluigi Tosto" src="http://www.festivaldelviaggio.it/2010/wp-content/uploads/2010/04/gianluigi_tosto.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a><strong>Il primo viaggio</strong><br />
La prima grande esperienza di viaggio l&#8217;ho fatta a New York. Avevo appena compiuto diciotto anni e preso il diploma di maturità. I miei genitori mi regalarono il biglietto per New York e l&#8217;iscrizione a un corso di inglese di un mese in un college a Staten Island. Ma l&#8217;esperienza vera e proprio cominciò una volta concluso il mese di studi. Trovai lavoro come delivery boy (portavo pranzi negli studi fotografici del mondo della moda) e grazie a questo lavoro mi potei trattenere altri cinque mesi, frequentando le scuole di recitazione locali come uditore. Fu una sorta di grande &#8220;iniziazione&#8221; di maturità e responsabilità, poiché per cinque mesi me la dovetti cavare completamente da solo. New York, all&#8217;epoca, per me rappresentava il mito del cinema, di Broadway e dei grandi attori, vivere lì fu un&#8217;esperienza elettrizzante, anche se al ritorno in Europa mi resi conto di quanto più ricca fosse la nostra cultura, anche quella teatrale, in confronto alla più giovane cultura americana.</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong><br />
Credo di doverlo ancora fare. Ci sono dei luoghi che mi affascinano tantissimo, come il deserto o le grandi montagne dell&#8217;Himalaya. In realtà, non credo si debba necessariamente andare chissà dove per fare un viaggio avvincente, per me è stato bellissimo anche semplicemente girare l&#8217;Italia, l&#8217;estate scorsa, da solo, con la mia Kangoo che avevo attrezzato a mo&#8217; di piccola roulotte. Tre settimane molto on the road, scegliendo l&#8217;itinerario preciso giorno per giorno, con l&#8217;unica idea di arrivare dalla Toscana giù in Salento. In questo caso il valore più grande è stato l&#8217;essere solo, facendo incontri molto occasionali e brevissimi, non ho mai dormito più di una notte nello stesso posto, non c&#8217;era modo di legare con nessuno. In una dimensione così ti confronti molto con te stesso, nel bene e nel male, e il viaggio più importante lo fai sicuramente all&#8217;interno di te.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong><br />
Fra i luoghi visitati negli ultimi anni, credo di essere rimasto particolarmente affascinato da Lisbona. Vi andai nel 2006 per lavoro, ma fu un&#8217;esperienza di vita che andò ben oltre la dimensione lavorativa. Si delineò, durante quel soggiorno, la possibilità di allacciare dei rapporti di lavoro piuttosto stabili, cosa che poi non si avverò, ma tale prospettiva non mi sarebbe dispiaciuta affatto. Si respirava un&#8217;aria molto più rilassata nei tempi e nei ritmi quotidiani, una sensazione di sospensione fra l&#8217;antico e un moderno verso il quale la città si protendeva ma che ancora doveva raggiungere. Provai un certo desiderio di essere adottato da quella città.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong><br />
Questa è una domanda difficile. Ho sempre letto molto, anche per lavoro, e di libri belli ne ho letti tanti. Per vari motivi, c&#8217;è un autore al quale mi sento particolarmente legato, negli ultimi anni, per l&#8217;appunto anche di lui di Lisbona: si tratta di José Saramago del quale ho interpretato, in scena, il suo &#8220;Vangelo secondo Gesù Cristo&#8221;, un vero capolavoro, come altri suoi libri, non solo per il contenuto e la profondità del suo sguardo sull&#8217;Uomo, ma anche per l&#8217;originalissimo stile di scrittura che gli è valso il premio Nobel.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=243</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Andrea Pistolesi</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=12</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=12#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Due mesi e mezzo in inter-rail con un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio</strong><br />
Due mesi e mezzo in inter-rail con un amico a giro per l’Europa.<br />
Abbiamo dormito ovunque: in terra alla stazione, in treno, proprio nei posti più assurdi. Pensa che una sera a Newcastle, due vecchietti, quando hanno capito che avremmo dormito nel casottino di legno alla fermata dell’autobus, ci hanno invitato a dormire a casa loro. Abbiamo stretto un bel rapporto d’amicizia e dieci anni dopo siamo tornati a trovarli. Il signore, che aveva ormai 86 anni, è stato una delle persone che più mi ha influenzato. Gli raccontai cosa avrei voluto fare nella mia vita e lui guardandomi negli occhi e stringendomi fortissimo il braccio mi disse:<br />
“Io ho avuto una vita bellissima con mia moglie. Abbiamo passato tantissime cose insieme e sono stato molto felice, ma se tu veramente vuoi fare quello che hai detto, non sposarti mai, don’t marry!”</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong><br />
I viaggi più belli sono quelli lunghi, quelli di tre o quattro mesi. A me piacciono molto i viaggi on the road, quindi, più che un posto direi che è il modo di viaggiare.<br />
<strong><br />
La città o il luogo preferiti</strong><br />
Risposta classica sarebbe Firenze, ma non è vero, anche se casa è sempre casa.<br />
Una mia amica diceva sempre che nessuno ha radici più forti dei nomadi.<br />
E’ un periodo in cui sto molto bene a Bangkok, la uso come base.<br />
Un’altra città che mi piace molto e che trovo stimolante è Hong Kong, ma anche New York, Rio, Londra e Parigi.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong><br />
“Zorba il greco” di Nikos Kazantzaki</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=12</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luciano Del Sette</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=28</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=28#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 22:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=28</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Forse avevo già dentro di me, nonostante allora ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio</strong><br />
Forse avevo già dentro di me, nonostante allora fossi uno studente universitario e un viaggiatore spensierato delle vacanze, quel modo di rivolgere al mondo il mio sguardo, che mi avrebbe poi sempre accompagnato anche quando, nel viaggio, ho cominciato a vestire i panni del giornalista: far scorrere gli occhi e lavorare la testa su ogni meta, indipendentemente dal numero di chilometri che la separano dall’Italia. Così ho due “primi viaggi” nell’antologia dei ricordi. Uniti, oltre che dall’entusiasmo, anche dal modo di compierli e dalla compagnia: in auto, su una Dyane 4 e una 500L, insieme al gruppo di amici fraterni con i quali mi affacciavo al viaggio “vero”. Nel 1971 furono 40 fantastici giorni attraverso una Sardegna lontanissima da quella di oggi. Nel 1974, un mese in giro per la Turchia dei minareti, dei bazar, degli ittiti e delle cascate di sale di Pamukkale. Due on the road resi meravigliosi da emozioni genuine e fortissime</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong><br />
Dicevo in precedenza dei panni di giornalista indossati per Il Manifesto e poi anche per Atlante, grande rivista di geografia purtroppo scomparsa, sacrificata sull’altare del marketing editoriale. Indossando tali panni, credo che la più bella esperienza di viaggio sia stato il Brasile, sette mesi ventidue anni fa, per scoprire e raccontare un Paese anche da noi prigioniero degli stereotipi, e invece enorme contenitore di culture, tradizioni, contraddizioni, e via citando, Un Paese difficile ma generoso, spiazzante e al medesimo tempo disposto a considerare suo “cittadino” lo straniero che dia segno di amarlo e di cercare di comprenderlo. Il Brasile ha rappresentato per me un’esperienza unica, anche e soprattutto perché lì conducevo una vita all’insegna della quotidianità, della normalità. Una grande avventura umana e professionale che mi ha lasciato un segno indelebile.</p>
<p><strong>La città o il luogo preferiti</strong><br />
Di nuovo la duplicità del mio sguardo: Roma, dove vivo. Rio de Janeiro dove, della mia vita, ho vissuto una piccola ma importantissima parentesi. Per ciascuna città, due luoghi uniti da una medesima impronta popolare. A Roma il quartiere Monti, accanto ai Fori Imperiali, che a differenza di Trastevere riesce ancora ad essere se stesso, e dove la memoria del tempo va dalle burle del Marchese del Grillo alla tragedia degli zingari deportati dal nazismo, ai quali sono dedicate una via e una piazza. A Rio, il quartiere di Lapa, pieno centro storico, dove avevo il mio “campo base” in un albergo: ex quartiere di puttane e di casini, con la tramvia che sale, come sospesa in aria, verso Santa Teresa; il bar Amarelinho, dove si radunavano intellettuali e oppositori della ditattura. Fu lì che nel 1985, milioni di persone diedero vita a una festa di giorni e giorni per celebrare la caduta dei militari e la rinascita della democrazia. Anche questo, un ricordo di Rio che conserverò finché vivo.</p>
<p><strong>Il libro preferito</strong><br />
Pensando a quanto spazio nella nostra storia di oggi occupano i conflitti in Medio Oriente, il terrorismo con le sue vittime innocenti, l’integralismo, il fanatismo, sono rimasto letteralmente inchiodato alle pagine de L’attentatrice, di Yasmina Khadra, Mondadori. Un dramma personale e politico, umano e sociale, raccontato attraverso un linguaggio perfetto. A cominciare dalle prime pagine. resoconto sconvolgente e crudamente realistico di cosa resti sul luogo dopo un attentato.</p>
<p><em>Luciano Del Sette per <a href="http://www.festivaldelviaggio.it">Il Milione &#8211; Festival del Viaggio</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=28</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Francesco Cianciotta</title>
		<link>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=31</link>
		<comments>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?p=31#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Festival del Viaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Viaggiatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.festivaldelviaggio.it/2010/?p=31</guid>
		<description><![CDATA[Il primo viaggio
Il primo viaggio di formazione è stato a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo viaggio</strong><br />
Il primo viaggio di formazione è stato a 19 anni a Londra dove alla fine sono rimasto 4 mesi ad esplorarla (lavando i piatti), soprattutto nei pub frequentati da Rasta. Il primo viaggio d&#8217;avventura è stato nell&#8217;89 a Berlino e Praga a vedere la caduta del muro e le manifestazioni a piazza S.Venceslao.</p>
<p><strong>Il viaggio più avvincente</strong><br />
A Moosonee in Canada, sulla Baie James nel &#8216;97. E&#8217; una riserva indiana, primo avamposto storico sul grande Nord, poche case sparse: per raggiungerla c&#8217;è solo un treno che ci mette 8 ore nella tundra o un areo (scelto il primo). La sensazione era quella di una vera sospensione spazio temporale, un vuoto nel quale dover ricostruire il senso.</p>
<p><strong>La città o i luoghi preferiti</strong><br />
Rio de Janeiro e Kyoto. Una all&#8217;opposto dell&#8217;altro: carnale e sensuale la prima, raccolta e spirituale la seconda. E poi, un sacco di posti in India&#8230;.<br />
<strong><br />
Il libro preferito</strong><br />
Due: Maximum City di Suketu Metha: uno straordinario affresco di Bombay/Mumbai privo di folklorismi. The Americans di Robert Frank, tuttora la massima e assoluta sintesi fotografica del viaggio come ponte tra l&#8217;interiorità e ciò che ci circonda.<br />
<strong><br />
<em> Francesco Cianciotta</em></strong><em>, sociologo e fotografo. Ha svolto ruoli manageriali per aziende italiane, viaggiando in tutto il mondo. Ha pubblicato Un viaggio a parte (Motta, 2008).</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.festivaldelviaggio.it/2011/?feed=rss2&amp;p=31</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
